Gianpiero Piva 
Il pensiero debole, nel senso di “non complesso”: vale a dire credere a chi minimizza, alla cura miracolosa e risolutiva, ritenendo qualcosa o qualcuno fonte di ogni male (ovvero i fantomatici “Poteri forti”) e che trasforma, anche chi crede nella Scienza e nei vaccini, in scettici o addirittura in contrari ai vaccini.
Fino a ieri, questo modo di pensare era tipico dei complottisti “storici”: no-Vax e seguaci di medicine alternative: omeopatia, naturopatia, medicina olistica e via dicendo, sino ad arrivare ai casi estremi dell’esoterismo, dell’agricoltura biodinamica e del terrapiattismo.
Da quando è scoppiata la Pandemia da Coronavirus, questa platea si è allargata moltissimo: molte persone, da sempre lontane dai complottisti storici, sono diventate permeabili a questo modo di pensare, attratti in prima battuta dalle idee di chi minimizzava o, ancor peggio, negava la pandemia stessa.
Vi è stata una vera infatuazione, perché si cominciava ad avere paura ed era bello sentirsi dire che si trattava di una semplice e “banalissima influenza” (sebbene, anche l’influenza, spesso non sia affatto banale).
Andavano per la maggiore anche le manipolazioni dei dati sui decessi, finalizzate a dimostrare che la pandemia addirittura non esistesse o che in realtà rientrasse in dati statistici assolutamente normali.
Lo stress inevitabile creato dal lockdown ha poi portato tutti i seguaci, a prendere per buone, entusiasmandosi, soluzioni miracolose e definitive: tutti le auspicheremmo, ma siamo consapevoli che purtroppo ad oggi ancora non esistono: si sono trovati a credere e, ancor peggio, a seguire “vere fesserie”, come alte dosi di vitamine C e D, bere acqua calda, l’ivermectina, etc.
Di contro, cure valide e già utilizzate in altri casi specifici, Clorochina e terapia del plasma iperimmune sono state mitizzate, soprattutto quest’ultima, come soluzioni a portata di mano, semplicissime ed efficacissime, che però venivano boicottate per fini loschi, che evidentemente vedevano coinvolti la maggior parte dei medici, tranne i pochi geni ed eroi, osteggiati ed insultati dai “servi dei poteri forti”.
In questa situazione, tanto assurda quanto reale, coloro che avendo le competenze necessarie cercavano di ricondurre alla realtà di un virus nuovo ed ancora poco conosciuto, demolendo regolarmente le facili illusioni, venivano considerati arroganti saccenti ed erano oggetto di vere e proprie campagne di odio, accusati anche di inesistenti conflitti di interessi.
Venivano invece mitizzati personaggi totalmente squalificati, persino un Premio Nobel, che da più di dieci anni diffondeva le più folli teorie su vaccini, 5G, papaya fermentata e via dicendo.

Ovviamente il problema non riguardava solo l’Italia, sebbene da noi fosse particolarmente accentuato, inducendo i complottisti storici ad approfittarne per incrementare la platea dei perfidi personaggi accusati di tutto il male del mondo.
Il paradossale è che era davvero semplicissimo verificare sul web la credibilità di questi complottisti “storici” che alla fine tentavano di guadagnare su “miscele disintossicanti” o amuleti miracolosi!
A volte, per evitare di essere disillusi, si preferisce però credere a pseudoscienze, ai social media, a chiunque ci illuda nella pronta e certa guarigione.
Purtroppo l’effetto di questa campagna denigratoria si ripercosse anche su chi si era vaccinato fino alla seconda dose, spesso evitando la terza dose e a pandemia non finita, salirono contagi, ricoveri, TI e decessi, anche tra i vaccinati e questo, secondo loro, dimostrava l’inutilità dei vaccini.
Evidentemente la fiducia nei vaccini non derivava da consapevolezza scientifica, ritenendo che fossero una sorta di pozione magica tale da rendere invulnerabili al virus ed a tutte le sue possibili varianti, garantendo protezione per tutta la vita, permettendo così di abbandonare ogni precauzione, fino ad inventarsi che questo era stato detto dai virologi, scegliendo così di esporsi inevitabilmente a gravi rischi.
Ora moltissimi non vogliono più sentir parlare di virus e pandemie, ironizzando persino su ogni articolo o post che afferma che il virus Covid-19 è ancora tra noi, insultando chi parla dell’enorme problema del Long-Covid, sostenendo, senza saperne nulla, che non esiste o che esso è provocato dai vaccini stessi. Lo stesso comportamento si ritrova quando si parla della preoccupante influenza aviaria o di peste suina, non ancora pericolosa per l’uomo (per la mancanza di contagio interumano), ma non certo trascurabile, per i gravi impatti economici.
In questo clima di scetticismo, anche l’uso di mascherine protettive, persino in ambienti molto affollati e in ambiente ospedaliero, viene visto con un sorrisino di compatimento, stando ben lontani da chi le usa come fossero degli appestati (sebbene le mascherine proteggano da qualsiasi patogeno da diffusione aerea e possano evitare problemi di salute a persone fragili o a rischio).
Parecchi genitori non vogliono più vaccinare i loro bambini e stiamo assistendo, con conseguenze anche letali, al consistente aumento di casi di morbillo. Molti sostengono di agire come le nostre mamme o nonne, che mettevano a contatto i bambini sani con quelli infetti, per infettare tutti e togliersi il pensiero.
Il “pensiero debole” fa danni in ogni ambito, porta al negazionismo del cambiamento climatico, confondendo meteorologia con climatologia, al rifiuto del nucleare moderno, degli OGM, dell’editing genetico, degli agrofarmaci di sintesi, magari anche in nome di un ridicolo sovranismo alimentare, solo per citare alcuni casi.
“ll sonno della ragione (e l’anarchia dell’ignoranza) genera mostri” e la sfiducia nella Scienza provoca malattia e morte, tarpando le ali alla Ricerca scientifica ed impedendole il suo progredire, costringendo la Società intera ad un rischioso regresso ingiustificabile ed inaccettabile.
