Campi ElettroMagnetici (CEM) e Salute

Rossana Garavaglia, Massimo Garavaglia

La questione dei campi elettromagnetici (CEM) e dei loro potenziali effetti sulla salute è un tema di grande attualità, soprattutto con l’avvento delle nuove tecnologie di comunicazione come il 5G. In Italia, il dibattito è particolarmente acceso, vista la presa di posizione di alcune associazioni e le ordinanze di blocco dell’installazione di antenne 5G fatte da molti comuni italiani.

Vediamo alcune informazioni che chiariscano la questione.

La legislazione italiana sui CEM

In Italia, la regolamentazione dei campi elettromagnetici è disciplinata dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 luglio 2003 (G.U. n. 199 del 28.8.2003), che stabilisce limiti di esposizione espressi in “Volt per metro” (V/m) riassunti in tre tabelle principali:

  1. Tabella 1: Definisce i limiti massimi di esposizione, che non devono essere superati in nessun luogo. Questi limiti sono sostanzialmente allineati con quelli raccomandati dall’ICNIRP (Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non-Ionizzanti), sebbene con una leggera differenza: 60 V/m invece di 61 V/m calcolati su 6 minuti.
  2. Tabella 2 e 3: Introducono un ulteriore livello di precauzione, riducendo il limite di esposizione a 6 V/m (su 6 minuti) per il campo elettrico. Si tenga presente che questo ulteriore margine di sicurezza, che riduce il limite di un fattore 10, non è stato supportato da alcuna evidenza scientifica o sperimentale.

Con DL del 18 ottobre 2012, si modifica il calcolo dei limiti di esposizione da una media di 6 minuti a una media di 24 ore. Questa modifica ha suscitato critiche, poiché permette picchi di esposizione più elevati durante il giorno, compensati dai bassi livelli notturni. Questa critica non tiene però presente che la modifica ha riguardato solo i valori di 6V/m, ma non intacca il valore massimo accettabile della tabella 1 di cui sopra, cioè 60V/m calcolato sui 6 minuti: questi ultimi sono i limiti precauzionali definiti da ICNIRP.

Dall’ottobre 2023, il limite italiano è stato aumentato a 15V/m, valore 4 volte inferiore a quello ICNIRP.

Chi è ICNIRP e cosa dice sui limiti di esposizione (1,2,3)

L’ICNIRP è un organismo scientifico indipendente riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Le sue linee guida, aggiornate nel 2020, stabiliscono limiti di esposizione basati su un’analisi approfondita della letteratura scientifica disponibile. L’ICNIRP adotta un approccio precauzionale, utilizzando soglie operative che sono più conservative rispetto ai livelli noti per causare danni alla salute.

L’ICNIRP considera tutti gli effetti biologici delle esposizioni a campi elettromagnetici, inclusi quelli non termici e non fa distinzioni tra esposizioni continue e discontinue.

I limiti stabiliti dall’ICNIRP sono adottati da molti paesi e sono considerati un riferimento internazionale per la protezione della salute pubblica.

 

Critiche alle Affermazioni Infondate sul 5G

L’introduzione del 5G ha sollevato preoccupazioni riguardo ai potenziali effetti sulla salute. Tuttavia, molte di queste preoccupazioni sono basate su affermazioni non supportate da evidenze scientifiche. Ad esempio, l’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia ha espresso dissenso verso l’aumento delle soglie elettromagnetiche, sostenendo che non esiste alcuna ragione tecnica per tale aumento (4).

Tuttavia, come evidenziato dal Politecnico di Milano, il limite italiano di 6 V/m (ora portato a 15V/m) è estremamente restrittivo e crea problemi per lo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione. L’ICNIRP, basandosi su una revisione completa della letteratura scientifica, ha stabilito che i limiti attuali sono già sufficientemente cautelativi e che non vi è motivo di preoccupazione per effetti avversi sulla salute (5).

Lo stato dell’arte degli studi su CEM e salute

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha recentemente pubblicato una revisione sistematica con meta-analisi, sull’effetto dell’esposizione ai campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF-EMF) sul rischio di cancro. Questo studio, durato quattro anni, ha valutato la qualità e la solidità delle prove fornite dagli studi osservazionali sull’associazione tra esposizione ai CEM e rischio di tumori (6).

La revisione ha concluso che la letteratura non supporta le affermazioni circa una relazione causale, evidenzia una dispersione dei dati, rileva una certezza delle affermazioni da bassa a moderata e valuta la credibilità dei dati di assenza di associazione basata su:

  1. “mancanza di un meccanismo biologico noto per un potenziale effetto cancerogeno dei campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF-EMF) e non è noto quale aspetto dell’esposizione possa essere biologicamente rilevante”,
  2. latenza temporale tra esposizione ed evento,
  3. assenza di dati epidemiologici coerenti.

Conclusioni

La legislazione italiana sui campi elettromagnetici è tra le più restrittive al mondo, con limiti di esposizione inferiori a quelli raccomandati dall’ICNIRP. Tuttavia, questi limiti non sono supportati da evidenze scientifiche solide e possono ostacolare lo sviluppo tecnologico del paese.

La valutazione degli studi scientifici di esposizione più recenti, insieme con l’assenza di plausibilità biologica e di dati epidemiologici che indichino un aumento delle neoplasie indicate, non ha trovato evidenze di un legame tra esposizione ai campi elettromagnetici e rischio di tumori per i valori di esposizione precauzionali raccomandati da ICNIRP (61V/M).

Rossana Garavaglia, Massimo Garavaglia

 

Bibliografia

  1. https://www.icnirp.org/…/publications/ICNIRPrfgdl2020.pdf – ICNIRP – ICNIRPrfgdl2020.pdf
  2. https://www.icnirp.org/…/publica…/ICNIRPnote20192020.pdf – ICNIRPnote20192020.pdf
  3. https://www.iss.it/…/9a57408a-852b-b4f5-0ae9… – Frequently Asked Questions related to the ICNIRP RF Guidelines 2020 (iss.it)
  4. 5G, campi elettromagnetici, radio frequenze (cem-Rf): la saga continua – DottNet – 2023-11-13T17:53:43Z
  5. Presentazione_Audizione_Comm_Trasporti_09_04_2019
  6. The effect of exposure to radiofrequency fields on cancer risk in the general and working population: A systematic review of human observational studies – Part I: Most researched outcomes – ScienceDirect

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